COMUNICATO STAMPA
Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Museo Civico Archeologico
Il Medagliere si rivela
Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica, ricostruzione nazionale e tutela globale
A cura di Lisa Bellocchi e Laura Marchesini
9 settembre 2026 – 13 gennaio 2027
Bologna, 8 settembre 2026 – Giunge al suo decimo appuntamento la rassegna espositiva Il Medagliere si rivela, avviata nell’ottobre 2023 dal Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna con lo scopo di avvicinare il pubblico – attraverso affondi tematici – alla conoscenza del proprio patrimonio numismatico. Il Medagliere conserva infatti circa 100.000 beni numismatici dagli inizi della monetazione (verso la fine del VII secolo a.C.) fino all’euro, tra cui un importante nucleo di circa 16.0000 medaglie che vanno dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri. Il nuovo focus Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica, ricostruzione nazionale e tutela globale, a cura di Lisa Bellocchi e Laura Marchesini e realizzato in collaborazione con Accademia Italiana di Studi Numismatici e Accademia Nazionale di Agricoltura, intende offrire alcune suggestioni sulle persistenze e sui significati delle iconografie vegetali nella numismatica, proponendo una scelta significativa, ma certamente non esaustiva, di monete dall’antichità agli euro raffiguranti fiori, frutti e piante dalle collezioni del Museo Civico Archeologico di Bologna.
La mostra è liberamente visitabile nell’atrio del Museo Civico Archeologico dal 9 settembre 2026 al 13 gennaio 2027.
Sulle monete antiche – greche, romane e delle altre zecche coeve – compaiono spesso raffigurazioni vegetali, che accompagnano e arricchiscono il significato dell’immagine impressa sulla moneta o ne costituiscono il tipo principale.
In alcuni casi si tratta di “tipi parlanti”, come la rosa (rhódon) sulle monete di Rodi o il sedano (sélinon) a Selinunte; in altri l’immagine richiama l’abbondanza (spighe di grano) o la salute fisica (il medicinale papavero, ipnotico, analgesico e persino afrodisiaco).
Talora si evidenziano le caratteristiche territoriali dell’area di diffusione della moneta, come la palma da dattero per le emissioni di Cartagine o le canne palustri della Fons Aretusa per le coniazioni di Siracusa.
Nella monetazione classica, il nucleo esposto più consistente è quello che valorizza i cereali.
La spiga di grano emerge a tutto campo sullo statere di Metaponto, una moneta d’argento del V secolo a.C. con rovescio incuso (cioè lo stesso tipo del dritto in incavo anziché in rilievo) ed orna i sesterzi di bronzo dell’imperatore Adriano, abbinata alle divinità di Annona (personificazione delle riserve agricole gestite dallo Stato) e Fides (intesa come fiducia e lealtà verso l’imperatore garante dell’ordine pubblico e della sicurezza dello Stato) Il messaggio “politico” di queste monete è chiaro: Annona garantisce all’impero le scorte di grano e Fides, dea della lealtà, impegna al rispetto dei patti.
L’orzo costituiva la base dell’alimentazione greca e figura, ad esempio, sulle monete di Lentini potente colonia greca nella Sicilia meridionale, nota per la coltivazione di tale cereale.
Quercia e alloro sono piante che assumono un forte significato simbolico e religioso. Utilizzate per realizzare le corone che cingono le fronti dei personaggi (divini o mortali) che figurano sul dritto delle monete, sono utilizzate rispettivamente come attributo di forza e onore. Analogamente il serto di palma è simbolo vittoria. Così nel tetradramma d’argento, che esalta la regione macedone, ovvero nel denario coniato da Augusto per la colonia Cesaraugusta dove compaiono due piante d’alloro a rievocare quelle che il Senato volle piantare davanti alla casa dell’imperatore.
Ma le piante non ornano soltanto le monete antiche.
Nell’Italia che ricostruisce se stessa dopo la Seconda guerra mondiale, sulle monete della neonata repubblica sono proprio i prodotti agricoli a “raccontare” un Paese in cui il settore primario è ancora il più diffuso e attraverso il quale bisogna garantire nutrimento ad una popolazione che sta uscendo dalla fame bellica. Così sulle monete trionfano spighe di grano, foglie d’ulivo e un’arancia in primissimo piano; fa loro compagnia un aratro tradizionale.
Completamente diverso lo scenario economico, sociale e politico in cui l’Unione europea si dota di una moneta unica; sull’euro di diversi Paesi compaiono anche piante, ma il loro messaggio è esclusivamente identitario: la Finlandia propone il lampone artico; l’Austria primula di montagna, stella alpina e genziana.
Infine l’Unione europea, nel 2020, anno europeo della salute delle piante, dedica al tema una moneta celebrativa da 2 euro; la finalità è evidentemente ambientalista. La pianta è un bene da proteggere e con essa l’ecosistema di cui fa parte e con il quale l’uomo si identifica.
Durante il periodo di apertura, saranno organizzate occasioni di approfondimento con visite guidate e incontri.
SCHEDA TECNICA
Titolo mostra
Il Medagliere si rivela
Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica, ricostruzione nazionale e tutela globale
A cura di
Lisa Bellocchi e Laura Marchesini
Promossa da
Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Museo Civico Archeologico
Periodo
9 settembre 2026 – 13 gennaio 2027
Sede
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio 2, Bologna
Ingresso
Gratuito
Orari di apertura fino al 31 ottobre 2026
Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì ore 10.00 – 19.00
Sabato, domenica, festivi ore 10.00 – 19.00
Chiuso martedì non festivo
Orari di apertura dal 1 novembre 2026
Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì ore 9.00 – 18.00
Sabato, domenica, festivi ore 10.00 – 19.00
Chiuso martedì non festivo e 25 dicembre
Informazioni
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio 2 | 40124 Bologna
Tel. +39 051 2757211
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Fonte testo e immagini Ufficio Stampa Bologna Musei
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