“La bellezza e la ricchezza della Domus Aurea” di M. Melis e S. Angelici, Ass. Culturale Roma regola d’Arte

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a cura di Martina Melis e Sara Angelici (Ass. Culturale Roma a regola d’Arte)           

Cari ArcheOsservAtori,
sapevate che finalmente la Domus Aurea ha riaperto le sue porte al pubblico?

Ebbene sì ed ora vogliamo raccontarvi la nostra esperienza in questo bellissimo sito archeologico.

La grandissima, o meglio immensa, reggia dell’imperatore Nerone oggi ospita la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche” curata da Vincenzo Farinella e Alfonsina Russo con Stefano Borghini e Alessandro D’Alessio, promossa dal Parco archeologico del Colosseo e prodotta da Electa, che doveva aprire i battenti lo scorso anno per l’anniversario della morte dell’artista, ma a causa della pandemia è stata rimandata a quest’anno, in tutto il suo splendore.
Dal venerdì alla domenica, su prenotazione, è possibile visitare l’intero cantiere con la mostra allestita nella Sala Ottagona, accompagnati da una guida che illustra il percorso e svela le meraviglie contenute nel sito archeologico.

Inoltre è possibile ammirare da vicino l’Atlante Farnese prestato dal MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed osservare su comode poltrone, per la prima volta, tutto ciò che è scolpito sul globo terrestre (43 costellazioni e i 12 segni dello zodiaco) perché proiettato sul soffitto della Sala. Una piccola sala cinema all’interno della Domus che proietta la bellezza della sfera celeste vista dall’esterno ed abbiamo la possibilità di osservarla come se fossimo fuori dall’universo.

Si entra in uno dei lunghi padiglioni di epoca successiva all’impianto neroniano e già si è avvolti dal fresco (infatti consigliamo di portare con sé qualcosa per coprire le spalle perché il cambio di temperatura è notevole) e ci si rende conto immediatamente della maestosità dell’ambiente.
Sulle pareti viene proiettato un video che mostra com’era la grande reggia, per quanto si estendeva, lo splendore di tutti gli apparati decorativi (marmi policromi, mosaici pavimentali, affreschi) e come gli artisti del Quattrocento e del Cinquecento tra cui Raffaello, Pinturicchio ed altri, si sono calati nelle gallerie buie ed hanno ritrovato questi bellissimi affreschi sui soffitti e pareti che da quel momento hanno preso il nome di Grottesche.

Si cammina lungo tutto il percorso tra luci e buio ed il silenzio avvolge i sensi.

Quello che salta immediatamente agli occhi tra un corridoio e l’altro sono i colori ancora vivi degli affreschi.

La guida ci ha spiegato che i restauratori hanno usato semplicemente acqua distillata per pulirli pensiamo a quanti secoli hanno resistito e giunti fino a noi!
Quante maestrie hanno lavorato per rendere tutto ciò ed esaudire i desideri dell’imperatore che sognava una reggia con influenze orientali? Perché il modello è proprio quello. Grandi padiglioni ariosi, cortili inondati di luce e oro (da qui viene il nome “Domus Aurea”), ninfei con giochi d’acqua, tutto per stupire gli ospiti della corte imperiale.

Incredibile pensare che una volta tutti questi ambienti si trovavano ad un livello calpestabile della nostra città mentre oggi ci sembra di visitare dei sotterranei dove è solo la luce artificiale a fornirci una chiara idea di dove ci troviamo.

Ci vuole molta immaginazione per comprendere la vera architettura di questa immensa villa urbana che venne costruita in soli 4 anni dal 64 al 68 d.C. e mai ultimata. Nel 68 d.C. Nerone muore suicida e subisce la più aspra delle pene: la “Damnatio Memoriae”. Si provvide quindi a cancellare qualsiasi sua traccia, come se egli non fosse mai esistito. La sua Domus ebbe pian piano lo stesso destino dell’Imperatore; fu in parte distrutta per restituire quello stesso immenso terreno occupato di circa 80 ettari al popolo romano e deturpata di tutte le sue preziosità. Subì tantissimi interventi successivi soprattutto dopo il grande incendio del 104 d.C. che la distrusse quasi interamente. Infine la parte superstite della Domus Aurea venne riadattata solo dalle terme di Traiano nel 104 d.C. e nel frattempo utilizzata da altri Imperatori per altre necessità.

Fondamentalmente è arrivata fino ad oggi grazie a tutti questi eventi poiché fu letteralmente sepolta sotto nuove costruzioni. Questo però fece in modo che i “grotteschi” dipinti potessero sopravvivere nei secoli.

La Domus Aurea è una delle più incredibili testimonianze dell’immenso potere che esercitavano gli Imperatori romani nel passato. Un potere, se vogliamo, molto pericoloso e a volte letale. Difatti se un giorno l’Imperatore veniva elevato a divinità suprema, all’indomani lo stesso moriva a causa di congiure, o suicida come nel caso del tiranno Nerone, lasciando un’eredità preziosissima che ha resistito e nonostante tutto oggi possiamo ammirare e conoscere.

Ora, proviamo a pensare cosa provò nel 1400 quel giovane che cadde accidentalmente in una fessura del colle Oppio e si ritrovò in queste strane “grotte”.

Diciamocelo: “Chi non avrebbe voluto essere al posto suo”?

E’ questo che, secondo noi, rende l’intero percorso nel sito archeologico così emozionante. Perdersi nel continuo piacere della riscoperta di tesori dell’antichità. Un fuoco ardente che non dovrebbe e che non può essere spento.

Per info, orari e biglietti:
“Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche” – 23 giugno 2021 – 7 gennaio 2022
raffaellodomusaurea.it

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